La storia

Nella primavera del 1991 l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia organizzò, nella sua storica sede di Ca' Loredan in campo Santo Stefano, un importante convegno scientifico per ricordare il bicentenario della formale istituzione della linea di conterminazione della Laguna, definitivamente istituita con decreto del Senato della Repubblica Veneta nel 1791. Un provvedimento portato a compimento nel volgere di pochi mesi dall'organo tecnico che aveva giurisdizione in materia - il Magistrato dei Savi ed esecutori alle acque - mediante la messa in opera di cippi in laterizio e pietra viva, numerati da 1 a 99, a marcare l'intero perimetro della linea.

Il convegno era presieduto da due insigni personalità: lo storico d'idraulica Augusto Ghetti e il prof. Gaetano Cozzi dell'Università di Ca' Foscari. In quell’occasione, una ventina di specialisti affrontò, dai più diversi punti di vista – storico, geografico, morfologico, idraulico, giuridico, demaniale – la genesi e le conseguenze di un provvedimento di natura essenzialmente amministrativa, volto a stabilire un preciso confine alla Laguna veneta, definendone il particolare regime giuridico, aggiornando normative, limitazioni e divieti che vigevano al suo interno. La conterminazione del 1791 disegna pertanto una precisa delimitazione fisica fra ciò che è Laguna e ciò che Laguna non è.

Immagine
Centocippi — Cippo in moeca
Didascalia

Un cippo in laterizio, con leone "in moeca" simbolo della Repubblica di Venezia

Una partizione rimasta inalterata, sulla carta, per esattamente due secoli: fino cioè al 1990, quando un Decreto del Ministero per i Lavori Pubblici (del quale il nuovo Magistrato alle Acque, istituito dal Governo Italiano nel 1907, era uno degli organi periferici) dovette prendere atto delle sensibili variazioni territoriali occorse, soprattutto nel Novecento. Dalla creazione della prima, e poi della seconda, Zona Industriale di Porto Marghera sulle barene dei Bottenighi avviata nel 1917, a quella dell'Aeroporto Marco Polo sulle barene di Tessera negli anni Cinquanta; dalla riduzione a coltura di estese porzioni di "laguna morta" a ridosso del Taglio Novissimo di Brenta, alla creazione delle dighe foranee alle bocche di Porto, in particolare quelle di San Nicolò-Treporti che allontanarono per centinaia e centinai di metri il mare, decretando la trasformazione di Sant'Erasmo da litorale marittimo a isola interna alla Laguna.

In occasione del convegno del 1991 venne pubblicato anche il volume monografico “I cento cippi di conterminazione lagunare”, che dava conto della sistematica ricognizione effettuata sul campo dal compianto prof. Redento Gianola, insieme all'arch. Emanuele Armani. Il lavoro aveva consentito di individuare la posizione di tutti i cippi ancora esistenti, accertandone lo stato di conservazione e i restauri o le sostituzioni occorsi nel tempo. Sono solo cinque, infatti, quelli ancora sussistenti nell'originaria loro struttura in laterizio; gli altri sono stati rimpiazzati da più durevoli monoliti in pietra d'Istria nel corso dell'Ottocento, soprattutto sotto la dominazione austriaca. 

Immagine
Centocippi — Cippo a Pellestrina
Didascalia

Un cippo in pietra d'Istria

A trent'anni esatti dall'accuratissima rilevazione del 1991, lo stato di abbandono, quando non la scomparsa, di questi segni tangibili dell'antica di linea di conterminazione (che è ancora oggi giuridicamente efficace) sembra proseguire inesorabilmente. Si pone pertanto l'urgenza di provvedere, per il tramite del Provveditorato alle Opere Pubbliche competente in materia, alla loro miglior conservazione e tutela, oggi così opportunamente stimolata da questa rinnovata sistematica ricognizione sul campo sostenuta dall’ecomuseo dei Lazzaretti Veneziani e dalle sue benemerite associazioni Archeoclub d’Italia Sede di Venezia ed Ekos Club.

Giovanni Caniato (archivista di Stato e coautore de “I cento cippi di conterminazione lagunare”)

Immagine
Centocippi — Copertina del libro
Didascalia

La pubblicazione del 1991